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Sabato, 26 Maggio 2018

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Giovedì, 9 Luglio 2015
Cordoglio del Sindaco di Fondi e dell'Amministrazione comunale per la scomparsa del prof. Antonio Parisi

Fondi, 9 Luglio 2015

AGLI ORGANI DI STAMPA

 

Il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo esprime a nome dell’Amministrazione comunale profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Antonio Parisi, ricordandone la levatura intellettuale e, con riconoscenza, il significativo contributo culturale a beneficio della comunità fondana.

Antonio Parisi era nato a Fondi il 5 Gennaio 1940. Laureatosi in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi su Raffaele Viviani, non circoscrisse la sua attività professionale all’insegnamento.

E’ stato autore di saggi sui registi Elio Petri e Luigi Magni e sulla commedia italiana, sulla narrativa di Pier Paolo Pasolini e Honoré de Balzac e sulla novellistica del periodo ’800-‘900.

Tra le sue pubblicazioni, imprescindibile la monografia “Il Cinema di Giuseppe De Santis tra passione e ideologia” (Cadmo) che, pubblicata nel 1983, contribuì alla riscoperta critica del regista neorealista nativo di Fondi.

Allievo di Ugo Pirro, Parisi ha scritto anche soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione e ha diretto con Giuseppe Ferrara la Scuola di Cinema e Televisione “Accademia Rosebud” di Roma, curando altresì le rassegne cinematografiche del Festival del Teatro Italiano, da lui presentate nella piazza delle Benedettine di Fondi al fianco di prestigiosi protagonisti del Cinema italiano tra cui Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Luigi Magni.

E’ stato finalista al XXXII Premio Fondi - La Pastora con l’opera teatrale “Festa di Capodanno” e negli anni ’70 fu attivo a Roma e a Fondi nel campo dell’avanguardia teatrale.

Nel 1984 è stato uno degli autori dei canti in dialetto fondano musicati da Emilio Rosati e incisi su LP distribuito dalla “Fonit Cetra” con il titolo “Mittece la ‘nzerrìma”.

Nel 2006 diede alle stampe “Canzoniere Fondano” (Herald Editore), pregevole raccolta di sonetti in dialetto in cui – come scrisse Antonio Lamante nella prefazione – individui ed avvenimenti sono colti «in “presa diretta”, in un mare di spiritosaggini e di battute esilaranti, disegnati con un certo divertito interesse, che non esclude, del resto, un’affettuosa e per qualche verso crepuscolare figurazione delle piccole cose, dei litigi senza grossi traumi, delle ciarle maliziose, degli intrighi farseschi e innocenti, dei tanti motivi che germinano dall’inconscio e che sono l’aspetto più misterioso e insondabile della nostra esistenza».