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Primo Maggio: il messaggio del sindaco Beniamino Maschietto alla città


A chi, con grandi sacrifici, ha aperto una propria attività e da oltre un anno è soggetto a severissime restrizioni;

a chi lavora nei campi e lotta per una retribuzione dignitosa;

a chi ha dedicato la sua intera vita al lavoro e fatica ad arrivare a fine mese a causa della repentina trasformazione di settori un tempo strategici e oggi superati;

a chi non ha più un impiego e ancora non ha le necessarie certezze per progettare un nuovo inizio;

a chi, oltre al dolore di aver perso un caro e alla quotidiana lotta contro un temibile virus, si trova in anche difficoltà economiche;

a chi non desidera altro che poter lavorare.


Il mio pensiero, oggi, va a tutte queste persone, nel mondo e, in particolar modo, nella nostra città, come tante altre segnata duramente dalla crisi e dalla pandemia.


La Festa del Primo Maggio è una ricorrenza densa di significato sin dalla sua istituzione in tutto il mondo ma, in questo difficile momento storico, celebrare il diritto al lavoro assume un valore ancor più profondo e intenso.
La città che con orgoglio rappresento è da sempre una realtà di grandi e infaticabili lavoratori e le restrizioni che, negli ultimi 14 mesi, hanno messo a dura prova il nostro tessuto economico rappresentano una dolorosa ferita che con solidarietà, collaborazione e spirito di iniziativa ci auguriamo di poter suturare al più presto.

Oggi, dunque, è il giorno in cui celebriamo il diritto al lavoro ma anche il giorno in cui onoriamo chi ha resistito, chi ha avuto il coraggio di fare impresa nonostante le avversità e chi non ha avuto paura di trasformare il suo business trovando soluzioni a problemi apparentemente irrisolvibili.

Il lavoro non è soltanto uno dei valori fondanti della nostra Costituzione ma è il patrimonio più grande dell'uomo.

Il lavoro è libertà, dignità e nobiltà e per questo oggi lo celebriamo con un momento di riflessione su quanto è stato ma, soprattutto, su quanto sarà.

Colgo quindi occasione per condividere con la città un passo della lettera dei vescovi inviata ai sindaci in occasione del Primo Maggio.


“La forte ripresa delle attività sociali ed economiche nel 2020 – scrive la commissione episcopale – ha dimostrato come, appena il gioco della pandemia si allenterà – la voglia di ripartire dovrebbe generare una forte ripresa e vitalità della nostra società contribuendo ad alleviare i grandi problemi vissuti durante l'emergenza. È fondamentale, pertanto, che tutte le reti di protezione sociale siano attivate. Il “vaccino sociale” della pandemia, infatti, è rappresentato dalla rete di legami di solidarietà, dalla forza delle iniziative della società civile e degli enti intermedi che realizzano nel concreto il principio di sussidiarietà anche nei momenti così difficili. La pandemia, infatti, ci ha permesso di sperimentare quanto siamo tutti legati ed interdipendenti. Siamo chiamati ad impegnarci per il bene comune: esso è indissolubilmente legato con la salvezza, cioè è il nostro destino personale”.


Con la promessa di un impegno sempre maggiore per il bene comune e l'auspicio che il seme della rinascita germogli presto nella nostra città e nell'intera Nazione, auguro a tutti un buon Primo Maggio.


Il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto